Adorazione Aprile 2024

G: La preghiera di questo mese di aprile sia tutta offerta affinché le donne vengano riconosciute in ogni cultura nella loro dignità e ricchezza.  Cessino le discriminazioni di cui esse sono vittime in varie parti del mondo.

 Canto iniziale: Gesù t’adoriamo (RnS)

Gesù t’adoriamo, ti proclamiamo nostro Re!

Tu sei qui proprio in mezzo a noi con lodi noi ti esaltiam!

Di lodi un trono ti prepariam (3v)

e tu siedi Signore sei il Re!

 Dal Vangelo secondo Luca (8, 1-3)

Gesù se ne andava per città e villaggi, predicando e annunciando la buona notizia del regno di Dio. C’erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria, chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti sette demòni; Giovanna, moglie di Cuza, amministratore di Erode; Susanna e molte altre, che li servivano con i loro beni.

 Da un commento al vangelo di don Luigi Maria Epicoco (21 settembre 2023)

 Quest’annotazione del Vangelo di Luca ci rivela un dettaglio che non è di poco conto: Gesù ammetteva tra i suoi discepoli anche il seguito femminile. La tradizione religiosa dell’epoca non accettava questo, perché la donna era vista a metà tra l’uomo che ha il dovere di osservare la Legge, e i bambini che non sono in grado di osservarla. Erano una sorta di terra di mezzo marginalizzate e non considerate abbastanza. Gesù invece le considera e lascia che loro esercitino davvero un ruolo femminile di prim’ordine: sono esse infatti a provvedere all’assistenza/sussistenza di Gesù e del suo seguito.

Si possono fare mille discorsi ma alla fine ciò che conta nell’amore è la concretezza. Queste donne, a differenza dei discepoli uomini, sembrano aver già maturato un amore capace di servire e non solo di servirsi. Sono guarite da tutti quei mali che rendono la vita ripiegata su se stessa. E proprio per questo il loro servizio a Gesù le porterà ai piedi della Croce, davanti al sepolcro, le farà entrare in esso, e si trasformerà in testimonianza. Tutte cose che i loro fratelli uomini impareranno a fare dopo e con molto più tempo.

Sembra che la questione femminile sia già risolta da Gesù, ma non a scapito di ruoli o gestione di potere. Il problema non è avere i titoli di Pietro o degli Apostoli, ma essere in una relazione decisiva con Cristo fino al punto da rendere possibile la stessa Chiesa. Senza la tessitura di queste donne, non ci sarebbe la grande rete della Chiesa. Questo è un fatto che non ha bisogno di essere conquistato perché è un dato talmente oggettivo che senza di esso cadrebbe tutto quello che negli ultimi duemila anni ha reso la Chiesa possibile.

 

Dal Discorso del Santo Padre Francesco ai partecipanti all’incontro promosso dalla “Strategic alliance of catholic research universities” e dalla fondazione Centesimus annus pro pontifice, 11 marzo 2023

 Ogni persona va rispettata nella sua dignità e nei suoi diritti fondamentali: istruzione, lavoro, libertà di espressione, e così via. Questo vale in modo particolare per le donne, più facilmente soggette a violenze e soprusi. Una volta ho sentito un esperto in storia che diceva come sono nati i gioielli che portano le donne – alle donne piace portare i gioielli, ma adesso anche agli uomini –. C’era una civiltà dove c’era l’abitudine che il marito, quando arrivava a casa, avendo tante mogli, se una non le piaceva le diceva: “Vattene, fuori!”; e quella doveva andarsene con ciò che aveva addosso, non poteva entrare a prendere le sue cose, no, “te ne vai adesso”. È per questo – secondo quella storia – che le donne hanno incominciato ad avere oro addosso, e lì sarebbe l’inizio dei gioielli. È una leggenda, forse, ma interessante. Da tanto tempo la donna è il primo materiale di scarto. È terribile questo. Ogni persona va rispettata nei suoi diritti.

Non possiamo tacere di fronte a questa piaga del nostro tempo. La donna è usata. Sì, qui, in una città! Ti pagano di meno: beh, sei donna. Poi, guai ad andare con la pancia, perché se ti vedono incinta non ti danno il lavoro; anzi, se al lavoro ti vedono che incomincia, ti mandano a casa. È una della modalità che, oggi, nelle grandi città si usa: scartare le donne, per esempio con la maternità. È importante vedere questa realtà, è una piaga. Non lasciamo senza voce le donne vittime di abuso, sfruttamento, emarginazione e pressioni indebite, come queste che ho detto con il lavoro. Facciamoci voce del loro dolore e denunciamo con forza le ingiustizie a cui sono soggette, spesso in contesti che le privano di ogni possibilità di difesa e di riscatto. Ma diamo anche spazio alle loro azioni, naturalmente e potentemente sensibili e orientate alla tutela della vita in ogni stato, in ogni età e in ogni condizione.

G: Preghiamo insieme cantando: Rit.  Donaci, Signore, un cuore nuovo: poni in noi, Signore, uno spirito nuovo.

1.C’era una donna che aveva da diciotto anni uno spirito che la teneva inferma; era curva e non poteva drizzarsi in nessun modo. Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse: «Donna, sei libera dalla tua infermità», e le impose le mani. Subito quella si raddrizzò e glorificava Dio.(Lc 13, 10-13)

– Per tutte le donne curve sotto il peso di ogni oppressione culturale, sociale o religiosa, perché siano liberate, preghiamo.

2. Mio Signore, nostro re, tu sei l’unico! Vieni in aiuto a me che sono sola e non ho altro soccorso all’infuori di te, perché un grande pericolo mi sovrasta. (Ester, 4, 17l)

– Per tutte le donne che vivono nella solitudine della discriminazione, perché, come Ester, sentano l’aiuto e il soccorso del Signore nella loro angoscia.

3. Il mio cuore esulta nel Signore, la mia forza s’innalza grazie al mio Dio. Si apre la mia bocca contro i miei nemici, perché io gioisco per la tua salvezza. (1 Sam 2,1)

Per tutte le donne abusate, violate, perseguitate, perché possano trovare nel Signore la loro forza e la loro speranza.

4. Donna perché piangi? (Gv 20, 13)

– Perché il grido di dolore e il pianto di ogni donna sfruttata e non riconosciuta nella sua dignità sia accolto dal Signore e i suoi diritti siano rispettati da tutti.

G: Affidiamo, con le parole di Papa Francesco, ogni donna al cuore di Maria:

Oggi, Maria, abbiamo bisogno di te come donna, per affidarti tutte le donne che hanno sofferto violenza e quelle che ancora ne sono vittime, in ogni parte del mondo.
Tu le conosci ad una ad una, conosci i loro volti.

Asciuga, ti preghiamo, le loro lacrime e quelle dei loro cari.

E aiuta noi a fare un cammino di educazione e di purificazione,
riconoscendo e contrastando la violenza annidata nei nostri cuori e nelle nostre menti
e chiedendo a Dio che ce ne liberi. 

Canto finale: Adoro Te (RnS)

Sei qui davanti a me, o mio Signore,

sei in questa brezza che ristora il cuore,

roveto che mai si consumerà, presenza che riempie l’anima.

 Adoro Te, fonte della Vita, adoro Te, Trinità infinita.

I miei calzari leverò su questo santo suolo, alla presenza Tua mi prostrerò.

 Sei qui davanti a me, o mio Signore,

nella Tua grazia trovo la mia gioia.

Io lodo, ringrazio e prego perché il mondo ritorni a vivere in Te

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