Adorazione Eucaristica

Adorazione Eucaristica

ottobre 2021

Il sapore del Vangelo

Il fine di ogni battezzato è anzitutto stare con Gesù, entrare in comunione con lui per condividere la sua vita, il suo amore per il Padre, la passione per ogni uomo. Non si tratta di fare qualcosa per, ma di condividere qualcosa con Gesù: «Ne costituì Dodici perché stessero con lui». Il senso primario di ogni vocazione cristiana, in qualunque modalità e forma storica, rivela in queste poche parole il suo senso ultimo: Gesù chiama alla comunione con lui, a entrare in una relazione d’intimità e di amore affinchè a sua volta ogni battezzato diventi discepolo missionario dell’amore di Dio e porti nel mondo la Buona Notizia. Preghiamo perchè ogni battezzato sia coinvolto nell’evangelizzazione, disponibile alla missione, attraverso una testimonianza di vita che abbia il sapore del Vangelo

canto: Eccomi (M. Frisina)

Eccomi, eccomi, Signore io vengo
Eccomi, eccomi, si compia in me la tua volontà.

Nel mio Signore ho sperato
E su di me s’è chinato
Ha dato ascolto al mio grido
M’ha liberato dalla morte.

Eccomi…

I miei piedi ha reso saldi
Sicuri ha reso i miei passi
Ha messo sulla mia bocca
Un nuovo canto di lode.

dal Vangelo di Mc 3, 13-15

Salì poi sul monte, chiamò a sé quelli che egli volle ed essi andarono da lui. Ne costituì Dodici che stessero con lui e anche per mandarli a predicare e perché avessero il potere di scacciare i demòni.

dal Messaggio di Papa Francesco per la Giornata Missionaria mondiale 2021

La storia dell’evangelizzazione comincia con una ricerca appassionata del Signore che chiama e vuole stabilire con ogni persona, lì dove si trova, un dialogo di amicizia (cf. Gv 15,12-17). Gli Apostoli sono i primi a riferirci questo, ricordando perfino il giorno e l’ora in cui lo incontrarono: «Erano circa le quattro del pomeriggio» (Gv 1,39). L’amicizia con il Signore, vederlo curare i malati, mangiare con i peccatori, nutrire gli affamati, avvicinarsi agli esclusi, toccare gli impuri, identificarsi con i bisognosi, invitare alle beatitudini, insegnare in maniera nuova e piena di autorità, lascia un’impronta indelebile, capace di suscitare stupore e una gioia espansiva e gratuita che non si può contenere. Come diceva il profeta Geremia, questa esperienza è il fuoco ardente della sua presenza attiva nel nostro cuore che ci spinge alla missione, benché a volte comporti sacrifici e incomprensioni (cf. 20,7-9). L’amore è sempre in movimento e ci pone in movimento per condividere l’annuncio più bello e fonte di speranza: «Abbiamo trovato il Messia» (Gv 1,41). Abbiamo la testimonianza viva di tutto questo negli Atti degli Apostoli, libro che i discepoli missionari tengono sempre a portata di mano. È il libro che narra come il profumo del Vangelo si diffuse al suo passaggio suscitando la gioia che solo lo Spirito ci può donare. Il libro degli Atti degli Apostoli ci insegna a vivere le prove stringendoci a Cristo, per maturare la «convinzione che Dio può agire in qualsiasi circostanza, anche in mezzo ad apparenti fallimenti» e la certezza che «chi si offre e si dona a Dio per amore, sicuramente sarà fecondo (cf. Gv 15,5)» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 279).

canto: Eccomi Signor (RnS)

Eccomi Signor, vengo a te mio Re
Che si compia in me la tua volontà
Eccomi Signor vengo a te mio Dio
Plasma il cuore mio e di te vivrò
Se tu lo vuoi Signore manda me e il tuo nome annuncerò.

Come tu mi vuoi, io sarò
Dove tu mi vuoi, io andrò
Questa vita io voglio donarla a te
Per dar gloria al tuo nome mio Re
Come tu mi vuoi, io sarò
Dove tu mi vuoi, io andrò
Se mi guida il tuo amore paura non ho
Per sempre io sarò, come tu mi vuoi.

Eccomi Signor, vengo a te mio Re
Che si compia in me la tua volontà
Eccomi Signor, vengo a te mio Dio
Plasma il cuore mio e di te vivrò
Tra le tue mani mai più vacillerò
E strumento tuo sarò.

Come tu mi vuoi, io sarò…

interiorizzazione: lal Messaggio di Papa Francesco
per la Giornata Missionaria mondiale 2021

Come gli Apostoli e i primi cristiani, anche noi diciamo con tutte le nostre forze: «Non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato» (At 4,20). Tutto ciò che abbiamo ricevuto, tutto ciò che il Signore ci ha via via elargito, ce lo ha donato perché lo mettiamo in gioco e lo doniamo gratuitamente agli altri. Come gli Apostoli che hanno visto, ascoltato e toccato la salvezza di Gesù (cf. 1 Gv 1,1-4), così noi oggi possiamo toccare la carne sofferente e gloriosa di Cristo nella storia di ogni giorno e trovare il coraggio di condividere con tutti un destino di speranza, quella nota indubitabile che nasce dal saperci accompagnati dal Signore. Come cristiani non possiamo tenere il Signore per noi stessi: la missione evangelizzatrice della Chiesa esprime la sua valenza integrale e pubblica nella trasformazione del mondo e nella custodia del creato. Questa missione è ed è sempre stata l’identità della Chiesa: «essa esiste per evangelizzare» (S. Paolo VI, Esort. ap. Evangelii nuntiandi, 14). La nostra vita di fede si indebolisce, perde profezia e capacità di stupore e gratitudine nell’isolamento personale o chiudendosi in piccoli gruppi; per sua stessa dinamica esige una crescente apertura capace di raggiungere e abbracciare tutti. Oggi, Gesù ha bisogno di cuori che siano capaci di vivere la vocazione come una vera storia d’amore, che li faccia andare alle periferie del mondo e diventare messaggeri e strumenti di compassione. Ed è una chiamata che Egli rivolge a tutti, seppure non nello stesso modo. Ricordiamo che ci sono periferie che si trovano vicino a noi, nel centro di una città, o nella propria famiglia. Vivere la missione è avventurarsi a coltivare gli stessi sentimenti di Cristo Gesù e credere con Lui che chi mi sta accanto è pure mio fratello e mia sorella. Che il suo amore di compassione risvegli anche il nostro cuore e ci renda tutti discepoli missionari.

invocazioni e canto: Laudate omnes gentis (Taizé)

Laudate omnes gentes, laudate Dominum
Laudate omnes gentes, laudate Dominum

Tu ci interpelli, o Padre, nelle prove della vita e ci chiedi di fare memoria della nostra appartenenza a Te per ravvivare la nostra fede pasquale. Per questo ci facciamo voce dei senza voce e portiamo a Te il grido di tutti coloro che cercano ascolto, speranza e solidarietà. Continua ad inviare il tuo Spirito di consolazione e fortezza alle persone perseguitate a motivo della loro fede

Laudate omnes gentes, laudate Dominum
Laudate omnes gentes, laudate Dominum

Ti preghiamo, Signore, per i profeti del Vangelo che, sparsi per il mondo, quotidianamente, vivono con coerenza la loro fede. Aiutaci a riscoprire le nostre radici cristiane nella società contemporanea per essere chiesa missionaria, in uscita, e per lasciarci stupire ed interpellare dalla voce dei profeti di oggi

Gesù invia i suoi discepoli, nell’essenzialità di portare ciò che conta. In questo tempo di pandemia abbiamo riscoperto il valore della preghiera, dei piccoli gesti, del rimanere accanto a chi è solo e in difficoltà. Ti ringraziamo, Signore, per tutti coloro che si fanno prossimi agli altri; ti preghiamo per i giovani, con loro possano le nostre comunità riscoprire la natura missionaria della Chiesa

Ti affidiamo, Padre, le nostre comunità cristiane che, sparse per il mondo e nella società si sentono piccole come un granello di senape. Per intercessione di tutti i Santi, che tanto hanno lottato per la giustizia e per i poveri, ti chiediamo di crescere, come piccolo seme, nell’amore condiviso e nel servizio

dalla Preghiera di Don Tonino Bello da (Maria donna dei nostri Giorni)

Santa Maria, donna missionaria, concedi alla tua Chiesa il gaudio di riscoprire, nascoste tra le zolle del verbo mandare, le radici della sua primordiale vocazione. Aiutala a misurarsi con Cristo, e con nessun altro: come te, che, apparendo agli albori della rivelazione neotestamentaria accanto a lui, il grande missionario di Dio, lo scegliesti come unico metro della tua vita. Quando essa si attarda all’interno delle sue tende dove non giunge il grido dei poveri, dàlle il coraggio di uscire dagli accampamenti. Quando si adagia sulle posizioni raggiunte, scuotila dalla sua vita sedentaria. Mandata da Dio per la salvezza del mondo, la Chiesa è fatta per camminare, non per sistemarsi. Santa Maria, donna missionaria, noi ti imploriamo per tutti coloro che avendo avvertito, più degli altri, il fascino struggente di quella icona che ti raffigura accanto a Cristo, l’inviato speciale del Padre, hanno lasciato gli affetti più cari per annunciare il Vangelo in terre lontane. Santa Maria, donna missionaria, tonifica la nostra vita cristiana con quell’ ardore che spinse te, portatrice di luce, sulle strade della Palestina. Anfora dello Spirito, riversa il suo crisma su di noi, perché ci metta nel cuore la nostalgia degli «estremi confini della terra». E anche se la vita ci lega ai meridiani e ai paralleli dove siamo nati, fa’ che ci sentiamo egualmente sul collo il fiato delle moltitudini che ancora non conoscono Gesù. Aiutaci a pagare con letizia il prezzo della nostra fedeltà al Signore. E liberaci dalla rassegnazione. Amen

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