Adorazione Eucaristica

Adorazione Eucaristica

ottobre 2020

L’attività del Corpo Mistico

Il nostro tempo è caratterizzato da forti contraddizioni; si fanno battaglie pubbliche per valori che poi nel concreto della vita si tralasciano con facilità. Così è del tema donna! Sia in ambito sociale che ecclesiale si discute, si afferma il suo valore, si fanno proteste, si apprezzano le figure di donne nella Bibbia o le Madri del deserto ma poi, il femminicidio continua imperterrito e nella Chiesa la donna è relegata a sacrestana o chierichetta.

Per non dire dei laici in generale nell’opera di evangelizzazione; c’è sempre un dubbio, un punto di domanda a sfavore. Si fatica a comprendere la Chiesa come un unico corpo, dove ciascuno ha il suo posto pur mantenendo la sua diversità. Preghiamo dunque, in questa adorazione, per l’evangelizzazione e la missione dei Laici nella Chiesa, affinché in virtù del battesimo, i fedeli laici, specialmente le donne, partecipino maggiormente nelle istituzioni di responsabilità della Chiesa..

Canto: Un cuor solo ed un’anima sola (Frisina)

RIT. Un cuor solo ed un’anima sola
Per la tua gloria, o Signore:
Porteremo al mondo la pace
E la gioia del tuo amore.

Un solo corpo e un solo spirito
Come una sola è la speranza;
Un solo Signore, una sola fede,
Un solo battesimo.

Conservate l’unità dello spirito
Attraverso il vincolo di pace.
Un solo Dio e Padre
Che è presente ed opera in tutti.

Dagli Atti degli Apostoli 16,11-15:

Salpati da Troade, facemmo vela direttamente verso Samotràcia e, il giorno dopo, verso Neàpoli e di qui a Filippi, colonia romana e città del primo distretto della Macedonia.
Restammo in questa città alcuni giorni. Il sabato uscimmo fuori della porta lungo il fiume, dove ritenevamo che si facesse la preghiera e, dopo aver preso posto, rivolgevamo la parola alle donne là riunite. Ad ascoltare c’era anche una donna di nome Lidia, commerciante di porpora, della città di Tiàtira, una credente in Dio, e il Signore le aprì il cuore per aderire alle parole di Paolo. Dopo essere stata battezzata insieme alla sua famiglia, ci invitò dicendo: “Se mi avete giudicata fedele al Signore, venite e rimanete nella mia casa”. E ci costrinse ad accettare.

Dal Decreto sull’apostolato dei Laici del Concilio Ecumenico Vaticano II, nn 3,3,4

  1. Questo è il fine della Chiesa: con la diffusione del regno di Cristo su tutta la terra a gloria di Dio Padre, rendere partecipi tutti gli uomini della salvezza operata dalla redenzione, e per mezzo di essi ordinare effettivamente il mondo intero a Cristo. Tutta l’attività del corpo mistico ordinata a questo fine si chiama « apostolato »; la Chiesa lo esercita mediante tutti i suoi membri, naturalmente in modi diversi; la vocazione cristiana infatti è per sua natura anche vocazione all’apostolato. (…)
    C’è nella Chiesa diversità di ministero ma unità di missione. Gli apostoli e i loro successori hanno avuto da Cristo l’ufficio di insegnare, reggere e santificare in suo nome e con la sua autorità. Ma anche i laici, essendo partecipi dell’ufficio sacerdotale, profetico e regale di Cristo, all’interno della missione di tutto il popolo di Dio hanno il proprio compito nella Chiesa e nel mondo. In realtà essi esercitano l’apostolato evangelizzando e santificando gli uomini, e animando e perfezionando con lo spirito evangelico l’ordine temporale, in modo che la loro attività in quest’ordine costituisca una chiara testimonianza a Cristo e serva alla salvezza degli uomini. Siccome è proprio dello stato dei laici che essi vivano nel mondo e in mezzo agli affari profani, sono chiamati da Dio affinché, ripieni di spirito cristiano, esercitino il loro apostolato nel mondo, a modo di fermento.
  2. I laici derivano il dovere e il diritto all’apostolato dalla loro stessa unione con Cristo capo. Infatti, inseriti nel corpo mistico di Cristo per mezzo del battesimo, fortificati dalla virtù dello Spirito Santo per mezzo della cresima, sono deputati dal Signore stesso all’apostolato.
  3. Siccome la fonte e l’origine di tutto l’apostolato della Chiesa è Cristo, mandato dal Padre, è evidente che la fecondità dell’apostolato dei laici dipende dalla loro unione vitale con Cristo, secondo il detto del Signore: « Chi rimane in me ed io in lui, questi produce molto frutto, perché senza di me non potete far niente » (Gv 15,5) Questa vita d’intimità con Cristo viene alimentata nella Chiesa con gli aiuti spirituali comuni a tutti i fedeli, soprattutto con la partecipazione attiva alla sacra liturgia. I laici devono usare tali aiuti in modo che, mentre compiono con rettitudine i doveri del mondo nelle condizioni ordinarie di vita, non separino dalla propria vita l’unione con Cristo, ma crescano sempre più in essa compiendo la propria attività secondo il volere divino.

Canone: Ubi caritas (Taizé)

Ubi caritas, et amor,
ubi caritas, Deus ibi est

Interiorizzazione: dal Diario di Papa Francesco

Papa Francesco, prologo del libro Dieci cose che Papa Francesco propone alle donne (Publicaciones Claretianas) della professoressa María Teresa Compte, direttrice del master universitario di Dottrina sociale della Chiesa presso la Pontificia Università di Salamanca
Intervista a Papa Francesco, il 28 luglio 2013, durante il volo di ritorno a Roma da Rio de Janeiro, ad opera di un giornalista di “Le Figaro”
Conversazione con i giornalisti a bordo dell’Airbus 330 dell’Alitalia che lo ha riportato a Roma dopo la Giornata mondiale della gioventù a Rio de Janeiro.
Discorso del Santo Padre, Piazzale antistante la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale NA, Venerdì, 21 giugno 2019
Mi preoccupa il persistere nelle società di una certa mentalità maschilista, mi preoccupa che nella stessa Chiesa il servizio a cui ciascuno è chiamato, per le donne, si trasformi a volte in servitù. Il persistere di una certa mentalità maschilista, perfino nelle società più avanzate, dove si consumano atti di violenza contro la donna, trasformandola in oggetto di maltrattamento, di tratta e di lucro, come pure di sfruttamento nella pubblicità e nell’industria del consumo e del divertimento. Mi preoccupa anche che, nella stessa Chiesa, il ruolo di servizio a cui ogni cristiano è chiamato, scivoli a volte, nel caso delle donne, verso ruoli più di servitù che di vero servizio.

Credo che noi non abbiamo fatto ancora una profonda teologia della donna, nella Chiesa. Soltanto può fare questo, può fare quello, adesso fa la chierichetta, adesso legge la Lettura, è la presidentessa della Caritas… Deve essere di più, ma profondamente di più, anche misticamente di più (…).

La Madonna, Maria, era più importante degli Apostoli, dei vescovi e dei diaconi e dei preti. La donna, nella Chiesa, è più importante dei vescovi e dei preti; come, è quello che dobbiamo cercare di esplicitare meglio, perché credo che manchi una esplicitazione teologica di questo.

In questo cammino continuo di uscita da sé e di incontro con l’altro, è importante che i teologi siano uomini e donne di compassione – sottolineo questo: che siano uomini e donne di compassione –, toccati dalla vita oppressa di molti, dalle schiavitù di oggi, dalle piaghe sociali, dalle violenze, in particolare, il contributo che le donne stanno dando e possono dare alla teologia è indispensabile e la loro partecipazione va quindi sostenuta.

Canto: Come Maria (Gen Rosso)

Vogliamo vivere, Signore, offrendo a Te la nostra vita;
con questo pane e questo vino accetta quello che noi siamo.
Vogliamo vivere, Signore, abbandonati alla tua voce,
staccati dalle cose vano, fissati nella vita vera.

Vogliamo vivere come Maria, l’irragiungibile,
la Madre amata, che vince il mondo con l’Amore
e offrire sempre la Tua vita che viene dal Cielo.

Accetta dalle nostre mani come un offerta a Te gradita,
i desideri di ogni cuore le ansie della nostra vita.
Vogliamo vivere, Signore, accesi dalle tue parole,
per ricordare ad ogni uomo la fiamma viva del tuo Amore.

Preghiamo: Maria, donna missionaria – don Tonino Bello

Santa Maria, donna missionaria, concedi alla tua Chiesa il gaudio di riscoprire, nascoste tra le zolle del verbo mandare, le radici della sua primordiale vocazione. Aiutala a misurarsi con Cristo, e con nessun altro: come te, che, apparendo agli albori della rivelazione neotestamentaria accanto a lui, il grande missionario di Dio, lo scegliesti come unico metro della tua vita.

Quando essa si attarda all’interno delle sue tende dove non giunge il grido dei poveri, dàlle il coraggio di uscire dagli accampamenti. Quando viene tentata di pietrificare la mobilità del suo domicilio, rimuovila dalle sue apparenti sicurezze. Quando si adagia sulle posizioni raggiunte, scuotila dalla sua vita sedentaria. Mandata da Dio per la salvezza del mondo, la Chiesa è fatta per camminare, non per sistemarsi.

Nomade come te, mettile nel cuore una grande passione per l’uomo. Vergine gestante come te, additale la geografia della sofferenza. Madre itinerante come te, riempila di tenerezza verso tutti i bisognosi. E fa’ che di nient’altro sia preoccupata che di presentare Gesù Cristo, come facesti tu con i pastori, con Simeone, con i magi d’Oriente, e con mille altri anonimi personaggi che attendevano la redenzione.
(…)
Santa Maria, donna missionaria, tonifica la nostra vita cristiana con quell’ ardore che spinse te, portatrice di luce, sulle strade della Palestina. Anfora dello Spirito, riversa il suo crisma su di noi, perché ci metta nel cuore la nostalgia degli «estremi confini della terra». E anche se la vita ci lega ai meridiani e ai paralleli dove siamo nati, fa’ che ci sentiamo egualmente sul collo il fiato delle moltitudini che ancora non conoscono Gesù. Spalancaci gli occhi perché sappiamo scorgere le afflizioni del mondo. Non impedire che il clamore dei poveri ci tolga la quiete. Tu che nella casa di Elisabetta pronunciasti il più bel canto della teologia della liberazione’ ispiraci 1’audacia dei profeti. Fa’ che sulle nostre labbra le parole di speranza non suonino menzognere. Aiutaci a pagare con letizia il prezzo della nostra fedeltà al Signore. E liberaci dalla rassegnazione. Amen!

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