ADORAZIONE LUGLIO

“Quanti lo toccavano erano guariti”
Per la pastorale degli infermi

 G: Secondo l’intenzione del Santo Padre Francesco, in questo mese di luglio vogliamo pregare perché il sacramento dell’unzione degli infermi doni alle persone che lo ricevono e ai loro cari la forza del Signore, e diventi sempre più per tutti un segno visibile di compassione e di speranza.

Canto iniziale d’esposizione: Anima di Cristo (RnS)

Anima di Cristo santificami, corpo di Cristo salvami,

sangue di Cristo inebriami, acqua del costato lavami.

Lode a te per la tua immensa carità, lode a te, tu ti doni a me.

Lode a te per la tua immensa carità, o Signor io mi dono a te.

Passione di Cristo confortami, o buon Gesù esaudiscimi,

 nelle tue piaghe nascondimi, non permetter ch’io mi separi da te.

Dal maligno difendimi, nell’ora della morte chiamami

e comandami di venire da te, con i santi tuoi adorarti.

 Dal libro di Tobia (11, 7-15)

Raffaele disse a Tobia, prima che si avvicinasse al padre: “Io so che i suoi occhi si apriranno. Spalma il fiele del pesce sui suoi occhi; il farmaco intaccherà e asporterà come scaglie le macchie bianche dai suoi occhi. Così tuo padre riavrà la vista e vedrà la luce”. Anna corse avanti e si gettò al collo di suo figlio dicendogli: “Ti rivedo, o figlio. Ora posso morire!”. E si mise a piangere.
Tobi si alzò e, incespicando, uscì dalla porta del cortile. Tobia gli andò incontro, tenendo in mano il fiele del pesce. Soffiò sui suoi occhi e lo trasse vicino, dicendo: “Coraggio, padre!”. Gli applicò il farmaco e lo lasciò agire, poi distaccò con le mani le scaglie bianche dai margini degli occhi. Tobi gli si buttò al collo e pianse, dicendo: “Ti vedo, figlio, luce dei miei occhi!”. E aggiunse: “Benedetto Dio! Benedetto il suo grande nome! Benedetti tutti i suoi angeli santi! Sia il suo santo nome su di noi e siano benedetti i suoi angeli per tutti i secoli. Perché egli mi ha colpito, ma ora io contemplo mio figlio Tobia”. Tobia entrò in casa lieto, benedicendo Dio con tutta la voce che aveva. 

G: Preghiamo insieme il salmo cantando il ritornello: Il Signore è il mio pastore, non manco di nulla.

Su pascoli erbosi il Signore mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce.

Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino, per amore del suo nome. Rit.

Se dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male, perché tu sei con me.

Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza. Rit.

Davanti a me tu prepari una mensa sotto gli occhi dei miei nemici; cospargi di olio il mio capo.

Il mio calice trabocca. Rit.

Felicità e grazia mi saranno compagne tutti i giorni della mia vita, e abiterò nella casa del Signore per lunghissimi anni. Rit.

 
Dalla lettera di san Giacomo apostolo (5, 13-16)

Chi tra voi è nel dolore, preghi; chi è nella gioia, salmeggi.  Chi è malato, chiami a sé i presbiteri della Chiesa e preghino su di lui, dopo averlo unto con olio, nel nome del Signore. E la preghiera fatta con fede salverà il malato: il Signore lo rialzerà e se ha commesso peccati, gli saranno perdonati. Confessate perciò i vostri peccati gli uni agli altri e pregate gli uni per gli altri per essere guariti. Molto vale la preghiera del giusto fatta con insistenza. 

Per la riflessione

L’Unzione degli infermi ci permette di toccare con mano la compassione di Dio per l’uomo.  Ogni volta che celebriamo tale Sacramento, il Signore Gesù, nella persona del sacerdote, si fa vicino a chi soffre ed è gravemente malato, o anziano.  Gesù infatti ha insegnato ai suoi discepoli ad avere la sua stessa predilezione per i malati e per i sofferenti e ha trasmesso loro la capacità e il compito di continuare ad elargire nel suo nome e secondo il suo cuore sollievo e pace, attraverso la grazia speciale di tale Sacramento. Questo però non ci deve fare scadere nella ricerca ossessiva del miracolo o nella presunzione di poter ottenere sempre e comunque la guarigione. Ma è la sicurezza della vicinanza di Gesù al malato e anche all’anziano, perché ogni anziano, ogni persona di più di 65 anni, può ricevere questo Sacramento, mediante il quale è Gesù stesso che ci avvicina.

È Gesù stesso che arriva per sollevare il malato, per dargli forza, per dargli speranza, per aiutarlo; anche per perdonargli i peccati. E questo è bellissimo! E non bisogna pensare che questo sia un tabù, perché è sempre bello sapere che nel momento del dolore e della malattia noi non siamo soli: il sacerdote e coloro che sono presenti durante l’Unzione degli infermi rappresentano infatti tutta la comunità cristiana che, come un unico corpo si stringe attorno a chi soffre e ai familiari, alimentando in essi la fede e la speranza, e sostenendoli con la preghiera e il calore fraterno. Ma il conforto più grande deriva dal fatto che a rendersi presente nel Sacramento è lo stesso Signore Gesù, che ci prende per mano, ci accarezza come faceva con gli ammalati e ci ricorda che ormai gli apparteniamo e che nulla – neppure il male e la morte – potrà mai separarci da Lui.

(Papa Francesco, Udienza generale, 26 febbraio 2014)

G: Il Catechismo della Chiesa cattolica ci ricorda gli effetti della celebrazione del sacramento dell’unzione degli infermi. Preghiamo perché questi effetti si producano efficacemente in tutti coloro che lo ricevono. Cantiamo: Guariscimi Gesù, guariscimi Signore, con il potere delle tue piaghe. Guariscimi Gesù con la potenza del tuo Nome. Nulla è impossibile al tuo amore. Nulla è impossibile a te, Gesù.

L 1: “Il sacramento dell’Unzione è un dono particolare dello Spirito Santo. La sua grazia fondamentale è una grazia di conforto, di pace e di coraggio per superare le difficoltà proprie dello stato di malattia grave o della fragilità della vecchiaia. Questa grazia è un dono dello Spirito Santo che rinnova la fiducia e la fede in Dio e fortifica contro le tentazioni del maligno, cioè contro la tentazione di scoraggiamento e di angoscia di fronte alla morte”. Rit.

L 2: “Questa assistenza del Signore attraverso la forza del suo Spirito vuole portare il malato alla guarigione dell’anima, ma anche a quella del corpo, se tale è la volontà di Dio. Inoltre, « se ha commesso peccati, gli saranno perdonati » (Gc 5,15)”. Rit.

L 3: “Il sacramento dell’Unzione ci unisce alla passione di Cristo. Per la grazia di questo sacramento il malato riceve la forza e il dono di unirsi più intimamente alla passione di Cristo: egli viene in certo qual modo consacrato per portare frutto mediante la configurazione alla passione redentrice del Salvatore. La sofferenza, conseguenza del peccato originale, riceve un senso nuovo: diviene partecipazione all’opera salvifica di Gesù”. Rit.

L 4: “Il sacramento dell’Unzione è una grazia ecclesiale. I malati che ricevono questo sacramento, unendosi «spontaneamente alla passione e alla morte di Cristo», contribuiscono «al bene del popolo di Dio».  Celebrando questo sacramento, la Chiesa, nella comunione dei santi, intercede per il bene del malato. E l’infermo, a sua volta, per la grazia di questo sacramento, contribuisce alla santificazione della Chiesa e al bene di tutti gli uomini per i quali la Chiesa soffre e si offre, per mezzo di Cristo, a Dio Padre”. Rit.

G: Vogliamo in particolare pregare per tutti quelli che ricevono questo sacramento per l’ultima volta, perché sia per loro viatico verso il Cielo, promessa di una vita che dura oltre la morte. Per loro diciamo insieme: Padre nostro

G: Preghiamo: Signore Gesù Cristo, che ti sei fatto uomo per salvarci dal peccato e dalle malattie guarda con bontà tutti i nostri fratelli e le nostre sorelle che attendono da te la salute del corpo e dello spirito: fa’ che venga riscoperto il valore del sacramento dell’unzione degli infermi che dona vigore e conforto. Tutti nella loro presente sofferenza si sentano uniti alla tua passione redentrice. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. R. Amen.

Canto finale: Toccami (D. Varriale)

Ho bisogno di Te, del Tuo amore Signore Gesù.

Ho bisogno di Te, la Tua mano stendi su di me e

Toccami, toccami, toccami Signor.

Toccami, toccami, toccami Signor (2 V).

 

So che Tu sei con me

La mia pace sei Tu o Gesù.

Guarda e sana il mio cuor

con il Tuo sangue Signor.

Lascia un tuo commento

    accettazione privacy

    Nostri periodici

    Per la preghiera, per la formazione spirituale e per l’Apostolato

    Libreria ONLINE AdP

    Per la preghiera, per la formazione spirituale e per l’Apostolato