Cristobal Fones

Come la missione di compassione

La cosiddetta “missione di compassione” di fronte alle sfide dell’umanità non è altro che la missione di Cristo: una missione salvifica che guarisce un mondo ferito e alla quale partecipiamo già dal nostro Battesimo. Non è qualcosa di nuovo né aggiunto, ma è una dimensione essenziale della nostra fede.
Non possiamo considerarci cristiani, essere discepoli di Gesù, senza essere contemporaneamente missionari, inviati o, come diciamo affettuosamente in questa rete, apostoli. Partecipiamo, che ne siamo consapevoli o meno, alla sua missione di compassione. Non viverla con decisione e generosità significa essere infedeli alla nostra vocazione battesimale.

Questo è affascinante e indica il regno della comunione che tutti sogniamo, anche coloro che non hanno conosciuto Gesù o non hanno fede. Sant’Ignazio di Loyola la chiama negli Esercizi Spirituali l’“ufficio di consolare” portato dal Risorto (EE 224).

In questa rete vogliamo aiutare a maturare questa esperienza battesimale di tutti i cristiani, entrando in comunione con i sentimenti del suo Cuore, nel modo più consapevole e profondo possibile… Perché sappiamo che è un cuore che ama veramente, è un cuore che si commuove davanti al mondo ferito in cui viviamo e si impegna interamente a servirlo e amarlo. Non sono mere dichiarazioni, ma azioni concrete… fino a dare la propria vita. Lo abbiamo appena contemplato e celebrato in questa Settimana Santa, vero?

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