Partire per lasciare per sempre la propria casa

Un viaggio compiuto in fretta, con poche cose o a volte con nulla, neanche il necessario per camminare dignitosamente, senza un cambio o qualcosa da mangiare e da bere. Così fuggono in tanti, da carestie e guerre che devastano il proprio paese.

Lasciano velocemente e per sempre luoghi cari, amati, familiari. Lasciano persone care, a volte malate, molto spesso defunti appena sepolti o amici e parenti dispersi. il viaggio così improvvisato segna già una precarietà definitiva, una ricchezza subito perduta per sempre. Non è solo il denaro, i propri beni, le proprie comodità che ci si lascia alle spalle ma gli affetti, le piccole cose di ogni giorno, i paesaggi cari, quella certa luce della sera, prima del crepuscolo che entra dalla finestra del salone, i rumori consueti, il traffico, o le campane delle capre al rientro dal pascolo, gli artigiani nelle botteghe sotto casa con i loro attrezzi e le loro lavorazioni.

Gli odori e i profumi: i fiori di pesco appena sbocciati nell’albero all’angolo del giardino, il pane sfornato, il piatto preferito cucinato dalla nonna.

Il viaggio è un’incognita, il futuro spesso è pieno di insidie, imprevisti e caratterizzato da un continuo stato di necessità.

Nel cuore chi parte conserva mondi, sapori, profumi, caldo, intimità e casa. una dimensione di umanità piena, un ricordo di felicità completa. (…)

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