PASSO 2

PASSO 2 - IL CUORE UMANO, INQUIETO E BISOGNOSO

2 – Il cuore umano, inquieto e bisognoso

«Dio, tu sei il mio Dio, all’aurora ti cerco, di te ha sete l’anima mia, a te anela la mia carne, come terra deserta, arida senz’acqua» (Sal 63,1)

«Dal profondo a te grido, o Signore; Signore, ascolta la mia voce» (Sal 130,1)

«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli» (Mat 5,3)

«Dove mai ti celasti, qui lasciando il mio cuore tramortito?» (S. Giovanni della Croce, Cantico Spirituale)

«Ci hai fatti per te, e il nostro cuore non ha posa finché non riposa in te» (S. Agostino, Le Confessioni)

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Noi aspiriamo alla felicità e la cerchiamo in tantissimi modi. Riceviamo da Dio il dono di amare e di vivere con generosità. Tuttavia facciamo spesso l’esperienza di essere poveri e disorientati, tra frustrazioni e desideri profondi, incapaci di risolvere le nostre crisi personali e trovare la pace interiore. Proponiamo qui un itinerario di fede, di preghiera e di vita, per tutti coloro che sono in ricerca interiore, che avvertono la loro sete spirituale e desiderano accogliere Gesù Cristo nel proprio cuore. È il cammino dei piccoli, la cui debolezza e vulnerabilità non sono un ostacolo, ma piuttosto la migliore risorsa per incontrare un Dio che si rende vicino al povero.
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DINAMICA INTERNA DEL PASSO

Tutti vogliamo amare ed essere amati, ma sappiamo che spesso è molto difficile, pieno di incomprensioni: «C’è in me il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo; infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio» (Romani 7:18-19), dice San Paolo nella sua lettera ai cristiani a Roma. Tutti lo abbiamo sperimentato. Nonostante il nostro desiderio di amare, di essere in armonia con gli altri, il nostro desiderio di benessere e di felicità, quante volte ci troviamo su sentieri di morte che danneggiano gli altri e ci distruggono? Quanti gesti, parole, pensieri, invece di aprirci alla vita, ci portano giù sul sentiero della morte? Il rifiuto dell’amore, l’egoismo, l’orgoglio, l’odio, il disprezzo possono essere così forti, che possono farci chiudere in noi stessi e separarci dagli altri e da Dio. E questo “isolamento-inferno” conduce alla morte… Come dice il libro del Deuteronomio: «Prendo oggi a testimoni contro di voi il cielo e la terra: io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita, perché viva tu e la tua discendenza, amando il SIGNORE tuo Dio, obbedendo alla sua voce e tenendoti unito a lui» (Deuteronomio 30: 19-20). Scegliere Cristo è scegliere la vita.

Dio non vede il nostro peccato. Lui guarda il nostro amore, il nostro desiderio di tornare da Lui, come ce lo ha raccontato Gesù nella parabola del figliol prodigo (Luca 15). Gesù da più importanza alla fede che all’applicazione della legge: «Andate dunque e imparate che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrificio. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori» (Matteo 9:13).

È quello che disse anche Isacco il Siro (VII secolo): «Può Dio perdonarmi queste cose che mi affliggono e per la quali la mia memoria mi tormenta? (…) Non c’è dubbio della tua salvezza … La sua misericordia è immensa più di quanto si possa immaginare, la sua grazia, più grande di quanto abbiate il coraggio di chiedere. È sempre alla ricerca del minimo rimorso sul quale ha permesso di rubare parte della sua giustizia nella sua lotta con le passioni e il peccato» (Discorso 40).

Papa Francesco afferma: «Il perdono di Dio per i nostri peccati non conosce confini. Nella morte e risurrezione di Gesù Cristo, Dio rende evidente questo suo amore che giunge fino a distruggere il peccato degli uomini. Lasciarsi riconciliare con Dio è possibile attraverso il mistero pasquale e la mediazione della Chiesa. Dio quindi è sempre disponibile al perdono e non si stanca mai di offrirlo in maniera sempre nuova e inaspettata» (Misericordiae Vultus n° 22).

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ESERCIZIO – LUCE E PERDONO

Alla luce dell’amore del Signore guardo tutto ciò che mi limita, rattrista, inaridisce, divide, tutto ciò che è rifiuto dell’amore. Non si tratta di fare una lista dei peccati o una sorta di indagine inquisitoria, bensì di identificare, semplicemente osservando, senza giudizio da parte mia, ciò che è in me, il mio peccato, identificare il luogo della mia battaglia spirituale. Questo è il luogo dove il Signore mi chiama per andare avanti affinché io possa aprirmi alla vita. Il peccato ci separa da DIO, che è la fonte della vita. Posso chiedergli perdono e accettare la sua misericordia.
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