PASSO 5 - LUI CI CHIAMA SUOI AMICI

5 – Lui ci chiama suoi amici

«Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome: tu mi appartieni. Perché tu sei prezioso ai miei occhi, perché sei degno di stima e io ti amo» (Is 43,1-4)

«Salì poi sul monte, chiamò a sé quelli che egli volle ed essi andarono da lui. Ne costituì Dodici che stessero con lui… » (Mc 3,13-14)

«Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l’ho fatto conoscere a voi…» (Gv 15,15)

«Pietro allora, voltatosi, vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, quello che nella cena si era trovato al suo fianco» (Gv 21,20)

«Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,20)

«Perciò può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si accostano a Dio, essendo egli sempre vivo per intercedere a loro favore… » (Eb 7,25)

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Gesù Cristo ci chiama suoi amici e ci invita a un’alleanza d’amore personale, intima e affettiva con lui. È sempre vivo, pronto a intercedere per noi, agendo con determinazione per attirarci a sé, perché siamo preziosi ai Suoi occhi. La nostra amicizia con Lui ci porta a guardare con i Suoi occhi, a patire le Sue sofferenze e gioire delle Sue gioie, e a offrire la nostra persona per lavorare con Lui al servizio dei nostri fratelli e sorelle. Lui è sempre con noi, ogni giorno, sino alla fine del mondo.
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DINAMICA INTERNA DEL PASSO

Dio non vuole fare nulla senza di noi, è sempre con noi. Per questo, la prima cosa che Gesù fa è chiamare gli altri per stare con lui al servizio della sua missione: «Passando lungo il mare della Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: “Seguitemi, vi farò diventare pescatori di uomini. E subito, lasciate le reti, lo seguirono”» (Vangelo secondo Marco 1,16-17).

Coloro che lo seguono, i suoi discepoli, camminano con Lui da una città all’altra, condividono il loro cibo, ascoltano le Sue parole e meditano le Sue azioni, lavorano con Lui durante il giorno e vigilano con Lui durante la notte. Ogni giorno desiderano conoscerlo più intimamente con il cuore, e ogni giorno cresce in loro il desiderio di amarLo e seguirLo.

Determinati a seguire Gesù Cristo

Ricordate: era nel nord della Galilea, nella regione di Cesarea di Filippo, in un luogo dove nessuno avrebbe potuto disturbarli, Gesù domandò loro: «La gente chi dice che sia il Figlio dell’uomo?» (Mt 16,13). Gesù si interroga su quelli che sentono parlare di Lui, tutti coloro che vengono ad ascoltarlo, tutti quelli che lo cercano per essere curati, o per il pane e il pesce, di tutta la Giudea e Samaria, giudei o greci o di altre parti. Cosa stanno cercando? Hanno occhi per vedere e orecchie per

sentire? Capiscono chi è veramente o proiettano su di lui i loro desideri, le loro paure, i loro sogni? E coloro che Lui ha chiamato per seguirli nella Sua missione, lo conoscono veramente, riconoscono chi è? Sono pronti per seguirLo fino alla fine? Gesù chiede loro di essere determinati per Lui.

Vivere seguendo lo stile di Gesù

Seguire Gesù Cristo è partecipare oggi, con le nostre decisioni, parole ed azioni, alla sua missione e al suo disegno di amore per l’umanità. A tal fine, il discepolo è chiamato ad entrare nell’itinerario umano di Gesù, nel suo stile di vita. Uno stile dove c’è coerenza tra le parole e le azioni. Gesù dice quello che fa e fa quello che dice. La sua parola agisce e le sue azioni parlano. Parlare di coerenza tra le nostre parole e le nostre azioni è un altro modo di parlare della santità. Gesù ci chiama a far parte del suo stile di vita, un’esistenza che va fino in fondo nell’amore, nell’apertura al mondo, e dedita specialmente a coloro che soffrono, che sono esclusi e scartati.

«Ma beati i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché sentono. In verità vi dico: molti profeti e giusti hanno desiderato vedere ciò che voi vedete, e non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, e non l’udirono!» (Mt. 13,16-17). Dobbiamo vedere e ascoltare Gesù. Più di uno si è perso a cercare Dio. Solo Gesù lo rivela. Lui è il cammino, la verità e la vita.

Decidersi

L’amore di Gesù Cristo ci apre alla vita e ci fa crescere nella libertà. Ma il “nemico della natura umana” cerca sempre di farci dubitare dell’amore di Dio. Vuole farci credere che dobbiamo essere perfetti, impeccabili, per essere amati da Dio, a tal punto da separarci dai sacramenti, dalla preghiera e da Dio stesso. Vuole farci credere che non siamo degni di stare davanti al Signore, che il suo amore dipende dai nostri meriti. Non è vero; il Signore ci ama gratuitamente – Questa è la Buona Notizia! – senza aspettarsi nulla in cambio, senza alcun merito da parte nostra, solo per amore, così come siamo. La grazia non chiede nulla, non dipende da quello che facciamo. La parola gratuitamente deve essere interpretata nel senso letterale. Se l’amore di Dio dipendesse da noi, non sarebbe totalmente gratuito.

Fino a che punto Lui dovrà andare affinché possiamo credere veramente che ci ama senza aspettarsi nulla da noi, tranne che un cuore aperto? Non ha forse dato tutto con Suo Figlio? Cerchiamo di non essere “ingannati” dal nemico, che non vuole che seguiamo Gesù, fino alla fine, nel cammino dell’Amore.

So per esperienza che il Signore è stato fedele nella mia storia ogni giorno, e così sarà anche domani. Quello che dipende da me, è essere determinato a seguirlo, non importa cosa succede, vivere secondo il suo stile di vita, ed essere suo amico. Ogni decisione è sempre soggetta ad incertezza. Tuttavia non c’è vita che cresca senza il rischio di una decisione.

La scelta deve essere una risposta ad una chiamata, un dono e non una decisione per dovere o per obbligo. Per Sant’Ignazio l’amore è relazione, è una comunicazione reciproca (Esercizi Spirituali n° 231) ed è nell’ambito di questa che si prende una decisione. Ci può essere tanto amore e generosità, però se non si iscrive e incarna una decisione, per quanto piccola che sia, rimane vuota. Tuttavia, se questo amore e generosità si incarnano in una decisione, per quanto fragile essa sia, può smuovere il mondo intero. È lo stesso movimento dell’incarnazione.

Decidersi ad entrare in relazione con Cristo, è decidersi a vivere il Vangelo: «Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua» (Marco 8,34).

Solo allora, quando troviamo la determinazione a seguirlo fino in fondo, giorno dopo giorno facendoci simile a Lui, Gesù ci dice: «Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l’ho fatto conoscere a voi» (Giovanni 15,15).

È così che il vero «servo di Cristo», come dice la Scrittura, è un «amico». Cioè, qualcuno a cui Gesù ha rivelato «quello che ha udito dal Padre». Questo significa familiarità, vicinanza, intimità, essere più vicini al Suo cuore. Per crescere in questa intimità con Cristo siamo invitati a nutrirci della Sua Parola e ad incontrarlo nei sacramenti.

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ESERCIZIO

Davanti alla croce posso chiedere e meditare: “Che cosa ho fatto per Cristo? Che cosa faccio per Cristo? Che cosa devo fare per Cristo?”.

Possiamo offrire al Signore la nostra disponibilità:

«Prendi, Signore, e ricevi
tutta la mia libertà,
la mia memoria,
la mia intelligenza
e tutta la mia volontà,
tutto ciò che ho e possiedo;
tu me lo hai dato,
a te, Signore, lo ridono;
tutto è tuo,
di tutto disponi
secondo la tua volontà:
dammi solo il tuo amore e la tua grazia;
e questo mi basta»
San Ignazio di Loyola 

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