PASSO 8 – UNA MISSIONE DI COMPASSIONE

8 – Una missione di compassione

«Mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati» (Is 61,1)

«Non distogliere mai lo sguardo dal povero, così non si leverà da te lo sguardo di Dio» (Tb 4,7)

«Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù» (Fil 2,5)

«Mosso a compassione, stese la mano, lo toccò e gli disse: “Lo voglio, guarisci!” » (Mc 1,41)

«Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione, e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio…» (Lc 4,18)

«(…) Il primo preludio consiste nel richiamare il soggetto (storia) della contemplazione: le tre Persone divine osservano tutta la superficie ricurva del mondo popolato di uomini (…) Primo punto: vedo le persone, le une e le altre. Primo, vedo gli abitanti della terra, così diversi sia nelle vesti sia negli atteggiamenti: alcuni bianchi e altri neri, alcuni in pace e altri in guerra, alcuni che piangono e altri che ridono, alcuni sani e altri malati, alcuni che nascono e altri che muoiono, e così via» (Sant’Ignazio, Esercizi Spirituali n° 102 e 106)

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Dio, il Padre di Gesù e Padre nostro, vuole manifestare la sua compassione nel mondo attraverso di noi, suoi discepoli. Siamo invitati a guardare l’umanità come Lui, e ad agire con i sentimenti del Cuore di Gesù. Siamo inviati con Lui alle periferie dell’esistenza umana, in vari modi, dove uomini e donne soffrono ingiustizia, per contribuire a sostenere e guarire quelli che hanno il cuore spezzato. Anche se siamo limitati dalla malattia o deboli fisicamente, e anche se ci sentiamo incapaci di cambiare le strutture ingiuste della società, partecipiamo alla Sua missione facendo nostre la compassione e l’attenzione a tutti i nostri fratelli e sorelle. Dal momento che noi stessi abbiamo beneficiato della compassione di Dio, possiamo dimostrarla agli altri. È la nostra risposta al Suo amore per noi (riparazione). Andiamo al di là dei confini visibili della Chiesa, perché dove è la compassione, lì è lo Spirito di Dio. Ci uniamo spiritualmente a tutti coloro che nelle diverse culture e tradizioni religiose, sono docili a questo Spirito e solleciti per alleviare le sofferenze dei più deboli.
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DINAMICA INTERNA DEL PASSO

Negli Esercizi Spirituali, Sant’Ignazio ci fa contemplare Dio (la Trinità) che guarda al mondo e per salvare l’umanità decide di incarnarsi. «Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna» (Gv 3,16). La decisione di Dio, che trova la sua origine nel suo profondo amore per l’umanità, richiede la nostra personale decisione di compromesso con questo mondo.

Come dice papa Francesco: «Dal cuore della Trinità, dall’intimo più profondo del mistero di Dio, sgorga e scorre senza sosta il grande fiume della misericordia. Questa fonte non potrà mai esaurirsi, per quanti siano quelli che vi si accostano. Ogni volta che ognuno ne avrà bisogno, potrà accedere ad essa, perché la misericordia di Dio è senza fine. Tanto è imperscrutabile la profondità del mistero che racchiude, tanto è inesauribile la ricchezza che da essa proviene». (Misericordia Vultus n°25)

Le parole “compassione” e “misericordia”, che incontriamo nella Bibbia, riflettono un termine greco che significa che sentiamo la sofferenza degli altri e siamo spinti interiormente, per amore, ad agire a loro favore. È un movimento che viene da dentro, dalle “viscere”, dal “seno materno”, dal “cuore”. È quello che vediamo in Gesù. Si è spesso detto che ha compassione di fronte alla folla, ai malati, ai ciechi e lebbrosi, all’uomo posseduto nel Paese dei Gadareni o alla vedova di Nain che aveva perso il suo unico figlio. Gesù ha questa capacità incredibile di commuoversi profondamente per gli altri, e quello che prova internamente diventa la scelta che lo spinge ad agire. Ciò che vive è anche quello che insegna, la parabola del buon samaritano è significativa a tal proposito: «Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia» (Mt 5,7).

La Rete Mondiale di Preghiera del Papa ci invita ad una missione di compassione per il mondo, pregando e mobilitandoci per le sfide che l’umanità e la missione della Chiesa devono affrontare. Questo richiede il consenso ad essere vulnerabili, lasciarsi commuovere profondamente per quello che vivono i fratelli e sorelle in tutto il mondo. Questo significa far cadere il nostro “scudo” e abbattere i nostri “muri”, per superare l’indifferenza e favorire una “cultura dell’incontro”. Questo perché siamo totalmente uniti al Cuore di Gesù che possiamo, con lui, aprirci in confidenza. È perché abbiamo avuto l’esperienza di essere amati e perdonati, perché abbiamo sperimentato la profonda misericordia del Signore per noi, che siamo in grado al tempo stesso di diventare missionari di misericordia, testimoni del Vangelo della Gioia.


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ESERCIZIO

Prega per l’intenzione di preghiera affidata dal Papa questo mese. Pensa alle persone delle quali parla questa intenzione: i loro volti, i loro vestiti e la loro cultura, le loro attività. Ascolta quello che dicono, le loro preoccupazioni e le loro speranze. Considera cosa puoi fare per loro.
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IL-CAMMINO-DEL-CUORE-DEF-Ottobre-19 (2)