Preghiera di offerta della Rete mondiale di preghiera del Papa

Padre infinitamente buono, so che Tu sei sempre con me, eccomi
in questo nuovo giorno. Metti il mio cuore, una volta ancora, vicino
al Cuore del Tuo Figlio Gesù, che si offre per me e che viene a me
nell’ Eucaristia. Che lo Spirito Santo faccia di me il suo amico e
apostolo, disponibile alla sua missione di compassione. Metto nelle
Tue mani le mie gioie e le mie speranze, le mie attività e le mie
sofferenze, tutto ciò che ho e possiedo, in comunione con i miei
fratelli e sorelle di questa Rete Mondiale di Preghiera.
Con Maria ti offro questa giornata per la missione della Chiesa e
per le intenzioni del Papa e del mio Vescovo in questo mese. Amen

preghiera di offerta dell’Apostolato della Preghiera

Commento al Vangelo

20 gen. ’21

+ Dal Vangelo secondo Marco (3,1-6)

In quel tempo, Gesù entrò di nuovo nella sinagoga. Vi era lì un uomo che aveva una mano paralizzata, e stavano a vedere se lo guariva in giorno di sabato, per accusarlo. Egli disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati, vieni qui in mezzo!». Poi domandò loro: «È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?». Ma essi tacevano. E guardandoli tutt’intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse all’uomo: «Tendi la mano!». Egli la tese e la sua mano fu guarita. E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire.

Gesù, sommamente libero e profondamente indignato. Libero rispetto ad aspettative, commenti, giudizi… indignato per la durezza dei cuori, per l’ottusità e la cecità (che peraltro non erano fini a se stesse, ma avevano la pretesa di imporsi agli altri). Il Rabbì di Nazareth avrebbe potuto scegliere una strategia più diplomatica, scartando il sabato per non irritare i capi… ma se così avesse fatto, avrebbe disatteso la propria Missione di Verità e di Giustizia: non ebbe dubbi al riguardo e non esitò ad assolvere, con la Sua Coscienza, quanto il Padre Gli ispirava. Ci fu chi si aprì a Lui. E chi si chiuse e volle eliminarLo!

19 gen. ’21

+ Dal Vangelo secondo Marco (2,23-28)

In quel tempo, di sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli, mentre camminavano, si misero a cogliere le spighe. I farisei gli dicevano: «Guarda! Perché fanno in giorno di sabato quello che non è lecito?». Ed egli rispose loro: «Non avete mai letto quello che fece Davide quando si trovò nel bisogno e lui e i suoi compagni ebbero fame? Sotto il sommo sacerdote Abiatàr, entrò nella casa di Dio e mangiò i pani dell’offerta, che non è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche ai suoi compagni!». E diceva loro: «Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato! Perciò il Figlio dell’uomo è signore anche del sabato».

Anche lo shabbat, dono in mezzo alle fatiche del lavoro quotidiano, fu un pretesto per contestare Gesù, per arginare le Sue “derive” ritenute pericolose. Era una roccaforte considerata inespugnabile: anche Dio aveva riposato il settimo giorno! Ma Dio – dirà Gesù – opera sempre… non si devono proiettare su di Lui cose nostre! Lo shabbat, ribadisce Gesù, è dono: non diventi capèstro! È per l’uomo! Ma i Suoi avversatori non capirono. Avevano dei paraocchi molto limitanti – e molto giudicanti! –. La Voce rivelatrice fu messa a tacere. Lo shabbat, valore ritenuto assoluto, fu uno dei vari elementi che costarono la vita alla Vita!

18 gen. ’21

+ Dal Vangelo secondo Marco (2,18-22)

In quel tempo, i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Vennero da Gesù e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». Gesù disse loro: «Possono forse digiunare gli invitati a nozze, quando lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare. Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora, in quel giorno, digiuneranno. Nessuno cuce un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo porta via qualcosa alla stoffa vecchia e lo strappo diventa peggiore. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri, e si perdono vino e otri. Ma vino nuovo in otri nuovi!»

Il digiuno, pia pratica, e anche necessaria, può essere, diventare, qualcosa di freddo, di staccato dalla vita; può portare al giudicare gli altri, che magari non digiunano. Gesù, Uomo libero e illuminato, precisa le condizioni, le diverse realtà… specie quelle che Lo riguardano: Egli è lo Sposo, e si deve allora far festa! Che senso avrebbe un digiuno ad una festa di nozze? Certo, poiché la vita non è una continua festa di nozze, allora si “impone” anche il digiuno: c’è un tempo per far festa e un tempo per digiunare. Era già stato scritto, ma quei cuori, e quelle menti, selezionavano – nella loro ignoranza – a loro piacimento.

17 gen. ’21

+ Dal Vangelo secondo Giovanni (1,35-42)

In quel tempo Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio. Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.

16 gen. ’21

+ Dal Vangelo secondo Marco (2,13-17)

In quel tempo, Gesù uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli insegnava loro. Passando, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre stava a tavola in casa di lui, anche molti pubblicani e peccatori erano a tavola con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano. Allora gli scribi dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: «Perché mangia e beve insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, Gesù disse loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».

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I rabbini, come molte altre categorie, avevano dei criteri e delle regole a cui rifarsi, e su cui basavano il loro operato, le scelte e le “selezioni”. Tutto questo aveva certamente un senso… ma al tempo stesso era anche una “gabbia”, che imprigionava la Vita! Gesù scombina gli assetti consolidati, mosso dallo Spirito di Dio, nella novità che caratterizzò la Sua Missione. E questo Gli creò non pochi, e non piccoli, problemi. Gli attirò giudizi e “scomuniche”… ebbe degli avvertimenti (anche minacciosi), che però non Lo ridussero a più miti consigli: perché non era il Suo Cuore a doverSi correggere, bensì quello dei Suoi interlocutori!

15 gen. ’21

+ Dal Vangelo secondo Marco (1,29-39)

Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola. Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati». Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?». E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire al paralitico “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati, prendi la tua barella e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, dico a te – disse al paralitico –: àlzati, prendi la tua barella e va’ a casa tua». Quello si alzò e subito prese la sua barella, sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!».

Incredibile ardire di quattro portantini, amici di un paralitico, che si può muovere solo grazie a loro. Gesù nota e apprezza la fede. E va ben oltre la richiesta. Sovrabbonda. Ma c’è sempre chi ha da ridire. Il Bene continua la sua corsa, pur in mezzo alla durezza dei cuori, ai giudizi di censura, alle logiche di potere arroccate della presunta fortezza che voleva difendere l’ortodossia. E dunque meraviglia e resistenza. Stupore e difensivo attacco. Ma il paralitico restituito a libertà di movimento divenne testimone di Buona Notizia, di nuova vita. Corpo nuovo e anima nuova. Nuova creazione in atto, nonostante tutto e tutti.

14 gen. ’21

+ Dal Vangelo secondo Marco (1,29-39)

In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito, la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro». Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

“Segreto messianico”, tipico del vangelo di Marco: Gesù impone decisamente il silenzio, perché non si crei un’aura superficiale, sensazionalistica… invito puntualmente disatteso (e comprensibilmente: pensiamo alla esuberante gioia derivata dall’intervento prodigioso di Gesù!). Il lebbroso poté rientrare in città. E Gesù fu costretto ad abitare in luoghi deserti: prende il posto del lebbroso; effettivo e simbolico scambio. Ha pagato il prezzo per noi; ha assunto su di Sé la nostra condizione, per liberarci, per riscattarci dalla nostra “schiavitù”. Si apra il cuore a grata riconoscenza per tanto intervento!

13 gen. ’21

+ Dal Vangelo secondo Marco (1,29-39)

In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva. Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano. Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui, si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.

Fondamentale attività taumaturgica di Gesù, sin dagli inizi della Sua missione. Eccezionale dimensione di quantità e qualità. Eppure non disdegna di curare una “semplice” febbre di un’anziana donna: attenzione alle masse e ai singoli, anche alle più piccole cose. “Assediato” da mille richieste e necessità, Gesù riesce a trovare il tempo per la Sua relazione con il Padre, per attingere in Lui la forza, per essere centrato nella missione, per non trascurare alcunché, per toccare ogni dove. “Disumana” Sua Umanità. Sorgente per la nostra povera umanità: Scuola di correzione, per tornare alle origini, al Progetto di Dio.

12 gen. ’21

+ Dal Vangelo secondo Marco (1,21-28)

In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafarnao,] insegnava. Ed erano stupìti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi. Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!». La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea..

Autorevole autorità, quella di Gesù. Presenza buona, che Si “impone”. Il Male, dinanzi a Lui, non può contendere, né contrattare… deve solo tacere; e andarsene. Lasciare il “suo” dominio; togliere il “disturbo”. Gesù è il Liberatore, di malattie, di male. È sovranamente padrone della realtà: il Nemico è costretto a soccombere, anche se non demorde; anche se, uscito dalla porta, continuamente cerca di rientrare da mille finestre. È una diuturna tenzone, il cui esito è chiaro: “Non prevalebunt”. Gesù opera una decisiva bonifica della strutturale stortura derivata dal primo peccato. Divina Pazienza!

11 gen. ’21

+ Dal Vangelo secondo Marco (1,14-20)

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo». Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. Subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lu.

Quanto dovette essere forte quel richiamo! E quanto fascinosa la Sua voce! Tanto da indurre a pronta sequela; a generoso abbandono; a consegnare la propria vita “a scatola chiusa”! Misterioso incontro di onnipotente Grazia e umana libertà. Avrebbero veramente potuto rifiutare quell’invito? Teoricamente, sì. Come già era accaduto per Maria. Ma concretamente il Progetto di Dio aveva le Sue ragioni per procedere, per “dover” essere accolto, corrisposto nella propria umanità. Meraviglioso Mistero. Incredibile Storia, di Dio e di uomini. Due barche abbandonate… e miriadi di “umani pesci” che sarebbero stati pescati!

Pregate gli uni per gli altri (Gc 5,16)

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    Cosa significa pregare: l’ a.b.c. della preghiera

    Amare veramente è così difficile: richiede di camminare per spogliarci in favore dell’altro […] Pregare favorisce il respiro del nostro cuore, ci unisce a “Colui che è alla fonte della vita”, che si è rivelato in Gesù Cristo, e ci elargisce la capacità di amare. Pregare è amare. E’ aprire il nostro cuore ad un Altro. E’ per questo motivo che pregare è così essenziale.

    “Al mattino si alzò quando era ancora buio e, uscito di casa, si ritirò in un luogo deserto e là pregava” (Mc 1,35). Gesù di Nazareth era l’uomo profondamente unito a “Colui che è alla fonte della vita”, il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, che chiamava suo Padre, e un uomo docile allo Spirito Santo. La comunione con suo Padre era tale che, per tutta la vita, il suo modo di essere ne fu segnato e numerose persone desideravano seguirlo e vivere come lui.

    “Signore, insegnaci a pregare!” (Lc 11,1)

    dalla Introduzione di a.b.c. della preghiera di Padre Frédéric Fornos

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